LA PIENA DEL 2000
 

"La piena del millennio". E' così che molte cronache ricordano la straordinaria e terribile piena dell'ottobre 2000, l'ultima pericolosa in ordine di tempo ma, almeno da quando vengono effettuate misurazioni, la prima come intensità.

Tutto ebbe inizio il 14 ottobre con intense precipitazioni sul nord ovest italiano che si protrassero anche nei giorni successivi. I primi danni di rilievo, dovuti ad esondazioni della Dora Baltea, si verificarono domenica 15 in Val d'Aosta. In poche ore un'enorme massa d'acqua si riversò nel Po, che il 17 ruppe alcuni argini nel torinese provocando danni ingenti.

La pioggia battente fece raggiungere al Grande Fiume dei livelli record. Alle ore 18 di martedì 17 ottobre, il Po arrivò a 10,50 metri sopra lo zero idrometrico a Piacenza, misura mai registrata (il primato precedente si ebbe nel 1951 con 10,25 metri). Nei giorni successivi la piena si mosse verso valle devastando le infrastrutture poste sulla sua strada, allagando le campagne e costringendo le autorità ad evacuare migliaia di persone.

Mercoledì 18 la situazione si fece critica anche nel mantovano. Superata ampiamente la soglia di guardia, le acque iniziarono a creare notevoli preoccupazioni. In attesa di raggiungere il massimo della piena, previsto per il giorno successivo, si allertò la Protezione civile e ci si preparò a qualsiasi eventualità.

La mattina successiva, il fiume ruppe in due punti l'argine golenale tra Borgofranco sul Po e Carbonara. Non accadeva dal 1951. Nel giro di poche ore, l'intera golena fu ricoperta da quasi 10 metri d'acqua. Nel corso della notte successiva, con il Po al livello massimo, cedette anche l'argine golenale di Carbonarola.

Venerdì 20 si aprì con un fontanazzo sviluppatosi a Carbonarola intorno alle 10 del mattino. La pericolosa infiltrazione alla base dell'argine maestro fu bloccata solamente con gli sforzi di decine di volontari, molti dei quali reduci da una notte di ronde sugli argini.

Gradualmente l'emergenza si spostò verso il mare. I problemi maggiori si ebbero a Pontelagoscuro, dove l'acqua arrivò a lambire il ponte ferrroviario sul Po. Per evitare un crollo potenzialmente disastroso, fu necessario sollevare l'intera struttura con un'inedita e spettacolare operazione di ingegneria.

Dopo alcuni giorni, la situazione tornò lentamente nella norma. Il bilancio fu drammatico: una ventina di morti, migliaia di ettari di campagna allagati, decine di migliaia di sfollati, migliaia miliardi di lire di danni alle colture e alle infrastrutture.

LE FOTO DELLA PIENA A CARBONARA

LA ROTTURA DELL'ARGINE GOLENALE A CARBONARA (VIDEO)


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