Dopo oltre quarant’anni
di relativa tranquillità, nel novembre 1994 il
Po tornò a fare paura. Le zone maggiormente colpite
questa volta furono quelle occidentali del bacino del
Grande fiume: alessandrino, torinese, cuneese ed artigiano.
In soli tre giorni piovosi, compresi tra il 3 ed il
6 del mese, in quelle aree cadde più pioggia
di quella caduta in un arco di tempo doppio nel 1951.
La piena del Po e di alcuni dei suoi affluenti fu rapida
e violenta e gli esiti furono disastrosi. Nel piacentino
il fiume raggiunse la considerevole quota di 9,88 m
sopra lo zero idrometrico (a soli 37 cm dal livello
del ’51). Le vittime furono 70 ed i danni furono
stimati in circa 40.000 miliardi di lire.
Allagato il nord ovest italiano, le acque del fiume
scesero verso valle provocando problemi e soprattutto
molta paura sino al delta. A dare le maggiori preoccupazioni
furono soprattutto i numerosi fontanazzi, sorgenti create
da infiltrazioni d’acqua, che minarono la stabilità
della base degli argini. Uno di questi, formatosi a
Carbonarola, diede molto lavoro ai tanti volontari accorsi
per sorvegliare la situazione e per dare una mano negli
interventi di controllo della piena. Grazie alla loro
opera, nella zona di Carbonara fortunatamente non ci
furono danni particolari.
LE FOTO DEI
FONTANAZZI DEL 1994 A CARBONAROLA
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