LA FLORA DEL PO
 

 

E' praticamente inutile dire che l'attività dell'uomo ha quasi completamente fatto scomparire la flora spontanea tipica della Pianura Padana. Oggi la maggior parte della vegetazione che cresce nella valle del Po è frutto di coltivazioni. Tuttavia in alcune zone, molte delle quali inserite in Riserve naturali, l'ambiente naturale si è conservato almeno in parte intatto.

Nel territorio padano, i principali fattori ambientali che determinano l’affermarsi di un tipo di bosco rispetto ad un altro sono:
1) l’azione dei fiumi (deposito di alluvioni sabbiose/limose, erosione di tratti di sponda, piene primaverili e autunnali).
2) nelle aree non soggette alle dinamiche fluviali, la presenza/assenza di acqua negli strati più superficiali.

Nelle zone vicine ai fiumi si sviluppano soprattuto salice bianco, pioppo bianco, pioppo nero, gelso, farnia, carpino, frassino e olmo. In quelle lontane dai corsi d'acqua, sono diffusi soprattutto farnia, carpino bianco, pioppo nero, acero campestre, olmo campestre e ciliegio selvatico. Nelle aree paludose ma lontane dai fiumi, infine, si trovano prevalentemente ontano nero, salice bianco, pioppi e frassino ossifillo.

Nel corso del tempo, i processi di interramento legati all'azione di deposito dei corsi d'acqua ed agli spostamenti dei loro alvei creano un'alternanza fra i vari tipi di vegetazione. Il Po ed i suoi affluenti, insomma, non modificano solo il territorio ma anche la flora e, di conseguenza, sono tra i principali artefici del paesaggio e dell'ambiente della Pianura Padana.


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