Primavera è
sinonimo di variabilità. Tra giorni gradevoli
e assolati che fanno pensare all’arrivo dell’estate
e improvvisi colpi di coda dell’inverno, il periodo
compreso fra la fine di marzo e l’inizio di giugno
è uno dei più movimentati dell’anno.
Mentre le temperature, fra alti e bassi, tendono sempre
più ad innalzarsi, le precipitazioni sono frequenti
e talvolta intense.
Favorite dalla posizione instabile
dell’anticiclone delle Azzorre, le perturbazioni
atlantiche fanno il loro ingresso sulla Pianura Padana
apportando pioggie utili a rigenerare le falde idriche
in vista del periodo estivo. Con il passare delle settimane,
l’instabilità atmosferica aumenta e alle
depressioni dall’Atlantico si sostituiscono i
primi temporali generati da impulsi freschi provenienti
da nord.
Spesso si parla di fine delle mezze
stagioni facendo riferimento a periodi ideali, caratterizzati
da temperature gradevoli e piovosità nella media,
che sarebbero stati la norma in passato mentre ora non
si verificherebbero più. La memoria però
è spesso ingannatrice e le mezze stagioni sono
più un mito che una realtà effettivamente
verificatasi. La primavera (così come l’autunno)
è un periodo di transizione che porta dall’inverno
all’estate. Non si tratta però di un processo
lineare come spesso si tende a credere ma di un’alternanza
di periodi più o meno freddi e più o meno
piovosi. Gli episodi che si discostano dalle medie (in
difetto o in eccesso) perciò non sono delle eccezioni
ma la regola vera e propria e, in genere, si bilanciano
fra loro.
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