PRIMA PUNTATA: L'INVERNO
 

“Mangio nebbia come pane…” dice il cantautore nogarese Maler nella sua Bianca, canzone ispirata a Carbonara. Effettivamente la nebbia è la regina dell’inverno carbonarese. Il ristagno atmosferico dovuto all’assenza di ventilazione nei periodi di alta pressione e il raffreddamento per radiazione nelle zone prossime al suolo, favorisce intense e persistenti formazioni nebbiose. Spesso i banchi di nebbia insistono anche per dieci giorni consecutivi, a volte con brevi pause nelle ore centrali della giornata. Nei periodi più freddi, le temperature sotto lo zero fanno sì che la nebbia ghiacci creando il suggestivo fenomeno della galaverna.

Il termometro, in genere, scende gradualmente per tutto dicembre e le giornate più rigide sono di solito collocate nel corso di gennaio. È questo il periodo più freddo dell’anno sia in base alle rilevazioni scientifiche sia secondo la tradizione popolare, che vi situa i famosi “giorni della merla”.

Anche se sempre più rara, la neve fa la sua comparsa nella zona quasi ogni anno. La tipica situazione nevosa prevede un’irruzione fredda da nord-est (la classica bora) o da nord-ovest (attraverso la valle del Rodano) seguita da una perturbazione proveniente da ovest e accompagnata da aria calda che, da sud, scorre su quella fredda ristagnante in prossimità del suolo. Questa configurazione assicura nevicate talvolta notevoli sull’Italia nord-occidentale mentre invece a Carbonara, posta più ad est e quindi più esposta ai venti meridionali, la neve tende spesso a trasformarsi in pioggia.

Con il mese di febbraio iniziano a manifestarsi le prime avvisaglie della primavera e la colonnina di mercurio torna a salire. In ogni caso, le temperature possono mantenersi rigide ancora per diverse settimane e qualche nevicata non è insolita sino ai primi giorni di marzo.

INDICE - SECONDA PUNTATA


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