Anche in dosi ridotte,
l’alcool è un serio pericolo per chi guida.
È questa la conclusione di uno studio condotto
dal sociologo carbonarese Gianfranco Giuni, da venticinque
anni impegnato nel settore delle dipendenze. Alla base
delle sue affermazioni sono i risultati di un esperimento,
a cui hanno partecipato anche alcuni giovani di Carbonara,
condotto nella primavera scorsa a Sermide.
Il progetto, che intendeva valutare gli effetti dell’alcool
in soggetti adulti, si è concentrato sugli effetti
degli alcolici sui riflessi e su quanto dosi comunque
inferiori ai limiti consentiti possano influenzare la
guida. Sono state perciò somministrate dosi di
birra a volontari di età compresa fra i venti
e i ventisette anni, registrando ad intervalli regolari
le variazioni del tasso alcoolemico, delle sensazioni
e della prontezza di riflessi dei soggetti.
I risultati conclusivi, sebbene non sufficienti a stabilire
parametri statistici su base scientifica, sono decisamente
preoccupanti. Anche a valori ben inferiori al limite
consentito dalla legge (0,5 grammi di alcool per ogni
litro di aria contenuto nei polmoni), l’assunzione
di alcolici è bastata ad alterare leggermente
i tempi di reazione.
Persino un bicchiere di vino, quindi, riduce la prontezza
dei riflessi. Un rallentamento minimo ma che in certe
situazioni può rivelarsi fatale: alla velocità
di 130 km/h, ricorda il dott. Giuni, un ritardo di 0,05
secondi nell’azionamento del freno provoca un
allungamento dello spazio di frenata di circa due metri.
In conclusione, prima di mettersi al volante è
meglio non bere alcolici, anche in piccole quantità,
perché l’alcool agisce sui nostri riflessi
ben prima che ce ne accorgiamo. Alle insidie di un nemico
invisibile, insomma, ci si può opporre solo con
il buon senso.
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