Il Po ingloba e nasconde ma, prima
o poi, restituisce. Con la complicità della straordinaria
siccità di questi mesi, il grande fiume ha raccontato
una storia tragica e terribile: la vicenda di un povero
animale gettato in acqua dopo che gli era stata legata
al collo una grossa pietra.
Si trova sulla spiaggia di Carbonarola, su quello che
ora è il bagnasciuga ma che, fino a poco tempo
fa, era il fondale. Riverso su un fianco, con il collo
ancora legato alla corda annodata alla pietra, quel
che resta di lui aspetta che qualcuno narri la sua triste
storia. Era una cagnolino di piccole dimensioni, 40-50
cm di lunghezza, forse un bastardino, e di certo chi
l’ha trascinato sin lì, probabilmente il
suo padrone, voleva essere sicuro di non vederlo mai
più. A bordo di una barca, è stato portato
al centro del Po, un luogo dove allora l’acqua
era sicuramente profonda diversi metri, e con una determinazione
criminale e senza alcuno scrupolo di coscienza, è
stato abbandonato a questa fine terribile.
La vicenda ha naturalmente lasciato tutti sgomenti.
“E’ incredibile che ci sia qualcuno capace
di certe azioni. –dice Emmanuel Giuni- Spero almeno
che non sia un abitante di Carbonara.” “Ci
vuole davvero un bel coraggio. – commenta Andrea
Favalli- Sono senza parole.”
Il colpevole di questo gesto disumano resterà
sicuramente ignoto. È facile ipotizzare che sia
qualcuno della zona, uno dei tanti che possiedono una
piccola imbarcazione. Impossibile è stabilire
chi sia. Il Po, da questo punto di vista, è stato
un ottimo alleato e ha nascosto e distrutto ogni prova
a suo carico. La speranza è che quel briciolo
di coscienza che, forse, possiede gli faccia comprendere
la gravità di quanto ha fatto.
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