Se vi siete collegati
a questo sito da Carbonara, avrete impiegato tra i cinque
e gli otto secondi per scaricare l'homepage. Se invece
avete la fortuna di abitare in una zona raggiunta dall’ADSL
via cavo potreste averci messo meno di un secondo. La
differenza, si potrebbe pensare, non è poi così
importante: basta attendere un po’ di più.
Per scaricare file più pesanti, però,
di pazienza i navigatori carbonaresi devono averne obbligatoriamente
tantissima perché nel comune di Carbonara di
Po le connessioni veloci sono ancora un miraggio.
E così, mentre nelle grandi città si sfruttano
da anni le enormi potenzialità della fibra ottica
e ci si connette anche da fuori casa grazie alle reti
wireless, qui il progresso si è fermato allo
scorso millennio. I carbonaresi (e gli abitanti di molti
altri paesi del basso mantovano) devono affidarsi alle
tradizionali connessioni su cavo di rame che consentono
di navigare, quando va bene, a 4-5 Kb/sec.
La questione è più scottante di quanto
possa sembrare. Il problema, infatti, non riguarda solo
i privati cittadini, impossibilitati ad accedere a servizi
che altrove sono ormai di uso comune, ma tutti i soggetti
attivi sul territorio. Per le amministrazioni una rete
più veloce comporterebbe maggiore efficienza
e quindi risparmi consistenti (si pensi, ad esempio,
ai vantaggi che si avrebbero nella gestione di una biblioteca).
Per le aziende, l’assenza dell’ADSL via
cavo è un handicap ancora più grande.
Internet ad alta velocità infatti significa un
migliore coordinamento fra il centro e le filiali e
soprattutto la possibilità di ridurre enormemente
le distanze con il resto del mondo. Per una zona scarsamente
servita da infrastrutture fisiche (autostrade, ferrovie,
aeroporti,...) come la nostra, una buona rete informatica
dovrebbe essere un punto di partenza fondamentale per
lo sviluppo. La situazione attuale, al contrario, di
certo non favorisce l’insediamento di nuove imprese
(perché andare a Carbonara se a pochi chilometri
di distanza in linea d’aria si possono avere gli
stessi servizi e anche connessioni veloci?).
La soluzione, almeno sulla carta, non è particolarmente
complessa: i cavi della rete ADSL arrivano già
fino a Moglia di Sermide. La vera incognita è
quando il gestore della rete telefonica deciderà
di allargare la propria copertura anche a zone a bassa
densità di popolazione come la nostra.
Fortunatamente le amministrazioni locali si stanno muovendo
per risolvere questa situazione. Nei prossimi giorni
il Comune di Carbonara, insieme a quelli di Borgofranco
sul Po e Felonica, invierà una lettera a Telecom
Italia per chiedere di trovare al più presto
una soluzione al problema. Nel frattempo, da Quingentole
dovrebbe partire una raccolta di firme con lo stesso
obbiettivo. La speranza è che, di fronte alle
richieste di centinaia di cittadini e dei loro rappresentanti,
quello che ora appare un miraggio si trasformi presto
in realtà.
Andrea Bettini
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